venerdì 30 giugno 2017

La Biblioteca dell’Ordine, ritorno alla lettura

Nell’ambito dell’assemblea annuale dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, in data 30-03-2017, è stata inaugurata la biblioteca dell’Ordine nella sede di via Bernini a Palermo. 
Un passo importante per i giornalisti siciliani la cui sede dell’Ordine rappresenta un luogo di lotta alla mafia perché fa parte di quelle unità del complesso residenziale in cui è stato scoperto il covo di Totò Riina, noto capomafia. E’ stata la vicepresidente dell’Ordine, Teresa Di Fresco, a voler arricchire la sede di una biblioteca, alla quale chiedo come questa idea, per me grandiosa, si sia sviluppata:
“L'idea mi è nata non appena sono stata
eletta vicepresidente dell'Ordine quando mi sono resa conto che non c'erano libri se non riguardanti l'ordine nella sede che allora era in via Crispi. Nella sua realizzazione mi ha sostenuto Riccardo Arena, presidente attuale dell’Ordine, che ha creduto in me e, credo, anche nel progetto.
- La biblioteca è il risultato di una donazione, quale?
“Franco Guarnera, amico da tempo, doveva smantellare la sua casa di Roma - viveva tra la capitale e Cefalù dove adesso si è fermato stabilmente - e mi ha esposto la sua perplessità su cosa farne della sua biblioteca. Non si possono dare al macero o disperdere tremila volumi - questa è stata la sua donazione- alcuni dei quali di grande pregio. Così gli ho proposto di farne donazione all'ordine dei giornalisti. Qualche mese fa, ben 76 scatoli sono stati depositati nella sede dell'ordine. Ci siamo attrezzati acquistando dalle librerie e oggi, grazie alla donazione non soltanto sua, ma anche di altri amici - Giovanna e Pierluigi Pirandello, nipote del premio Nobel Luigi e figlio del pittore Fausto, altri scrittori/giornalisti tra cui la giornalista Egle Palazzolo, la biblioteca dell'ordine dei giornalisti di Sicilia diventerà un luogo di consultazione per giornalisti, studenti e chi volesse usufruire di questa bella opportunità.
-La biblioteca accoglierà altre donazioni?
“Sì, ci saranno altre donazioni: Maurizio Crispi, giornalista; Fernanda Di Monte, Giornalista e responsabile cultura delle Paoline in Sicilia; Lia Vicari della Feltrinelli di Palermo; Laura Maugeri e speriamo tanti altri. Allo scrittore e pittore Franco Guarnera la cui donazione è di ben tremila volumi, alcuni addirittura del 1800, è stata consegnata una targa” durante l’inaugurazione.
Una biblioteca presso un Ordine dei giornalisti è sicuramente una cosa rara, e in Italia nello stesso Ordine di Roma, al cui interno si trovano consultabili solo libri di giornalismo quindi specifici della professione, il servizio di biblioteca è interrotto dal 20 ottobre 2015. Dunque l’Ordine dei giornalisti di Sicilia non può che rendere orgogliosi tutti i giornalisti per questa iniziativa in cui i libri consultabili sono di ogni genere: dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia al giornalismo. E la novità è rappresentata proprio dal fatto che ad usufruire di questa biblioteca non saranno esclusivamente i giornalisti ma anche i giovani e gli studenti che ne faranno richiesta. L’inaugurazione della biblioteca si è svolta fra due diversi eventi, il primo, un corso di formazione per i giornalisti e il secondo, l’assemblea nazionale dell’Ordine che ha evidenziato le criticità e le problematicità legate alla nostra professione. Ed è proprio durante l’Assemblea che il presidente dell’Ordine, Riccardo Arena,  nella sua relazione fa proprio un riferimento alla lettura:
“ I mulini a vento con cui dobbiamo confrontarci sono gli emblemi di un progresso che un tempo passava per la cultura, il sapere e dunque il leggere e oggi invece passa per il suo opposto, cioè il leggere il meno possibile: tanti, tantissimi titoli, molte immagini, e testi brevissimi che circolano su cellulari, tablet, computer, senza l’incomodo di dover andare in edicola spendendo per di più almeno 1,30 euro, e con l’ulteriore vantaggio della possibilità di commentare e interagire in tempo reale. (…)”
Dunque, in una realtà dove chiunque legge meno, diamo ai nuovi social una buona percentuale di colpa, dove la non-lettura è l’atteggiamento più usato, dove tutti sono diventati onniscienti, dove tutto è appena accennato e nulla è studiato e approfondito, dove si ha la presunzione di capire un testo con uno sguardo al titolo, con un veloce scrollare della pagina elettronica, con un ricorso sempre più affannoso ai riassunti modesti che un browser incolto ci propone in pochi secondi, ne siamo vittime tutti. Poco consapevoli dei rischi, dove ad essere importante diventa la fretta della condivisione e il like che ne segue; e dunque questa iniziativa della biblioteca, all’interno della sede di un Ordine di giornalisti dove scrivere è importante tanto quanto leggere, mi piace ricordare la frase del linguista Federico Roncoroni: «Legere necesse est, scribere non est necesse». Non è necessario scrivere, è necessario leggere. E farlo bene». Dobbiamo dunque sempre difendere la lettura come esperienza che non coltiva l’ideale della rapidità, ma della ricchezza, della profondità, della durata. (G. Pontiggia)

BARBARA FILIPPONE


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